IMIRE EMERICH LICHTENFELD - IMI
Imrich “Imi” Lichtenfeld
Imrich “Imi” Lichtenfeld nacque a Budapest il 26 maggio 1910 e crebbe a Bratislava, allora capitale della Slovacchia. Fin da giovane si dedicò intensamente all’attività fisica, praticando soprattutto la ginnastica e frequentando i corsi di difesa personale tenuti dal padre Samuel. Eccellente nuotatore, ginnasta, pugile e lottatore, nel 1928 Imi conquistò il campionato giovanile di lotta della Slovacchia. L’anno successivo, nel 1929, divenne campione nazionale di lotta nella categoria Seniores in due differenti categorie di peso, aggiudicandosi inoltre il campionato internazionale di pugilato. Nel 1935 si recò in Palestina con il Team ebraico di lotta per partecipare ai Maccabi Games. Un infortunio alle costole, tuttavia, gli impedì di prendere parte alla competizione. Tra il 1936 e il 1940 si dedicò principalmente alla lotta, disciplina nella quale conquistò decine di medaglie e venne considerato uno dei più forti lottatori d’Europa. Parallelamente continuò a praticare la ginnastica acrobatica e si avvicinò all’arte drammatica. Insegnò ginnastica presso uno dei più importanti teatri della città, partecipando anche a diversi spettacoli.
Nel frattempo, l’antisemitismo di matrice nazista cresceva rapidamente e la situazione della comunità ebraica locale diventava sempre più difficile. Imi organizzò quindi un gruppo composto da giovani atleti, in gran parte pugili, lottatori e culturisti, con il compito di proteggere la comunità ebraica e contrastare o prevenire le aggressioni e i disordini di carattere antisemita. Partecipò personalmente a numerosi scontri, esperienze che contribuirono a forgiarne il carattere e, soprattutto, gli permisero di comprendere concretamente la profonda differenza tra il combattimento sportivo e quello reale di strada. Da queste esperienze iniziarono a svilupparsi alcuni dei principi fondamentali che avrebbero caratterizzato il futuro Krav-Maga: l’utilizzo di movimenti naturali e la combinazione simultanea di difesa e attacco. È in questo periodo che vengono poste le prime basi di quello che sarebbe diventato il Krav-Maga.
La fuga dall’Europa
Nel 1940 Imi divenne un problema per le autorità locali e fu costretto a prendere una decisione difficile: lasciare la propria famiglia, la propria casa e gli amici, cercando rifugio verso la terra d’Israele, allora conosciuta come Palestina. Nel maggio del 1940 riuscì a imbarcarsi sul "Pentcho", l’ultima nave destinata al trasporto di rifugiati dall’Europa centrale verso la Palestina. Quello che avrebbe dovuto essere un viaggio verso la salvezza si trasformò però in una lunga e drammatica odissea che sarebbe durata due anni. L’intera vicenda del Pentcho è descritta nel libro Odyssey di John Birman. Durante il lungo viaggio Imi dimostrò in diverse occasioni il proprio coraggio, tuffandosi in mare per salvare persone cadute dalla nave o per recuperare gli alimenti, mettendo ripetutamente a rischio la propria vita. In una di queste circostanze salvò un bambino caduto in mare, riportando una grave infezione all’orecchio. In quel momento, tuttavia, l’infezione non sembrò preoccuparlo.
La situazione precipitò quando la caldaia della nave esplose, provocandone l’affondamento nei pressi dell’isola greca di Kamilanisi. Imi decise allora di tentare di raggiungere Creta a bordo di una piccola imbarcazione insieme a quattro compagni. Nonostante l’infezione all’orecchio stesse progressivamente peggiorando, si rifiutò di lasciare che i compagni remassero al suo posto e, per un’intera giornata, continuò a remare senza concedersi alcun riposo. Creta, tuttavia, non sarebbe mai stata raggiunta. La piccola imbarcazione si capovolse, facendo cadere i cinque uomini in mare. Dopo cinque giorni trascorsi in acqua, furono finalmente recuperati da una nave da guerra inglese e trasportati ad Alessandria, in Egitto. Le condizioni di Imi erano ormai gravissime. Era in fin di vita e venne ricoverato d’urgenza nell’ospedale della città, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico. I medici inizialmente lo considerarono senza speranza, ma, grazie a diversi interventi, riuscirono infine a salvarlo.
L’Haganah e la nascita del sistema
Dopo la convalescenza, Imi si unì alla Legione Ceca, inserita nell’esercito britannico. Dopo circa un anno e mezzo raggiunse la Palestina e si presentò, insieme ai suoi quattro compagni, al generale Yitzhak Sadeh, comandante dell’Haganah, l’organizzazione paramilitare ebraica. Imi dimostrò immediatamente le proprie particolari capacità nel combattimento corpo a corpo e nel 1944 divenne addestratore dell’Haganah. La sua attività di istruttore comprendeva l’educazione fisica, il nuoto, l’uso del coltello, le tecniche con la baionetta e il bastone, l’eliminazione delle sentinelle e il combattimento corpo a corpo. La sua esperienza formativa si estese anche ad altre unità d’élite, tra cui il Palmach e il Palyam.
Nel 1949 nacque lo Stato d’Israele e venne costituita l’I.D.F. (Israel Defence Forces), nelle cui fila Imi avrebbe prestato servizio per vent’anni. Durante questo periodo perfezionò progressivamente il Krav-Maga, adattandolo alle differenti esigenze operative. Il sistema doveva essere semplice da apprendere, immediato da applicare e soprattutto efficace anche in condizioni di forte stress, permettendo al soldato di utilizzare le tecniche apprese anche nelle situazioni più difficili. Nei primi anni Sessanta Imi si recò inoltre in Etiopia, dove addestrò la polizia della Guardia Reale. Secondo una leggenda, Imi avrebbe addestrato quattro degli undici agenti del Mossad che nel 1961 catturarono in Argentina il criminale nazista Adolf Eichmann.
Il Krav-Maga per i civili
Nel 1964, dopo essersi ritirato dall’esercito, Imi iniziò ad adattare il Krav-Maga alle esigenze della popolazione civile, sviluppandone l’insegnamento per uomini, donne e bambini. Aprì due centri di Krav-Maga: uno a Tel Aviv, al numero 24 di via Trumpeldor, e uno a Netanya, al numero 22 di via Shmuel Hanatziv. Per rendere più strutturato il percorso didattico, introdusse inoltre l’utilizzo delle cinture, con l’obiettivo di garantire una progressione rapida e sicura nell’apprendimento del sistema. Parallelamente continuò a formare istruttori destinati all’I.D.F. e ad altre forze di sicurezza.
La fondazione della Federazione
Nel 1978, insieme a Barak Yehoshua, Zvi Morik, Raphy Elgrissi, Haim Zut, Eli Avikzar, Oskar Klein e Miki Asulim, fondò la Federation for Krav-Maga and Self Defense – Imi’s Method (Federazione di Krav-Maga e Difesa Personale – Metodo Imi). Imi ne assunse la carica di presidente, Barak Yehoshua quella di capo della Commissione Tecnica e Zvi Morik quella di segretario. L’obiettivo della Federazione era promuovere la purezza del Krav-Maga e conservarne i valori anche al di fuori di Israele, attraverso un’organizzazione senza scopo di lucro, apolitica e indipendente. Nel 1979 il nome della Federazione venne modificato in IKMA – Israeli Krav-Maga Association (Associazione Israeliana di Krav-Maga).
Ne fecero parte Barak Yehoshua, Zvi Morik, Raphy Elgrissi, Haim Zut, Eli Avikzar, Oskar Klein, Yaron Lichtenstein, Miki Assulin, Richard Douieb, Haim Gidon, Eyal Yanilov, Kobi Lichtenstein, Gaby Noah, Eli Ben Ami, Avi Moyal, Avi Avisadon, Uri Rafeli e Yoav Krayn.
Fino agli ultimi giorni della sua vita, Imi continuò a sviluppare le tecniche e i concetti del Krav-Maga, seguendo con attenzione il percorso dei propri istruttori e supervisionandone costantemente il progresso, con l’obiettivo di perfezionare il sistema e coloro che erano chiamati a trasmetterlo.
Il Gran Maestro Imrich “Sde Or” Lichtenfeld morì il 9 gennaio 1998, all’età di 87 anni.
Fino alla fine mantenne intatto il proprio spirito e il proprio senso dell’umorismo, consapevole di aver lasciato un’eredità destinata a durare nel tempo: un sistema di difesa personale concepito per essere utile a chiunque e finalizzato, in ultima analisi, a permettere alle persone di vivere e muoversi nel mondo con maggiore sicurezza, per così poter "Camminare in Pace”.