Il primo conflitto è sempre dentro di noi
Le catene dell'errore sono sequenze di decisioni sbagliate che generano conseguenze negative.
Nella maggior parte dei casi nascono da un momento di distrazione o da una carenza di consapevolezza situazionale. Si sottovaluta una condizione critica, si prende una decisione sbagliata e quella scelta innesca una successione di eventi dagli esiti indesiderati, progressivamente sempre meno controllabili.
Il vero pericolo è che unacatena dell'errore non rimane mai immobile ma cresce, si rafforza e riduce progressivamente capacità di discernimento e libero arbitrio.
All'inizio è come un filo di lana che chiunque può spezzare con le mani.
Se però non si interviene, quel filo diventa una corda di canapa. Reciderla è ancora possibile, ma richiede più forza, più tempo o strumenti adeguati, non sempre immediatamente disponibili.
Con il passare dei giorni e delle settimane la corda si trasformerà in un filo d'acciaio. A quel punto le forbici non saranno più utilizzabili e serviranno strumenti adeguati.
Se la catena dell'errore continuerà ad essere trascurata, il filo diventerà uno spesso cavo d'acciaio, che potrà essere spezzato soltanto da un intervento esterno e l'impiego di potenti macchine da taglio.
Questa è la natura delle catene dell'errore: più tempo passerà, maggiore sarà l'energia richiesta per interromperle e minori saranno le nostre possibilità di scelta.
Per questa ragione è fondamentale riconoscerle quando sono ancora nelle loro fasi iniziali.
Troppe volte si tende a giudicare la ripetizione di eventi indesiderabili attribuendone la causa alla "sfortuna"... In realtà, si tratta di catene dell'errore sfuggite ad una lucida osservazione e divenute gradualmente sempre più lunghe e forti.
Molti potrebbero chiedersi: «Ma come si fa a osservare con lucidità...?».
La lucidità non è un talento, è un metodo
Quando siamo coinvolti emotivamente, il cervello tende a giustificare le decisioni già prese invece di valutarle con obiettività. Per questo è necessario osservare le situazioni come farebbe un estraneo non direttamente coinvolto, cercando punti di osservazione diversi e oggettivi.
Chiedetevi:
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Sto affrontando la causa del problema o soltanto le sue conseguenze?
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Questa decisione sta ampliando le mie possibilità risolutive o le sta restringendo?
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Qual è il primo anello della catena dell'errore che devo spezzare adesso?
La lucidità non consiste nel vedere tutto, consiste nel vedere ciò che conta.
La difficoltà aumenta quando, consciamente o inconsciamente, si entra nelle catene dell'errore costruite da altre persone. Uscirne richiede quasi sempre più tempo, maggiore consapevolezza e un percorso più complesso, perché non dipende più dalle nostre decisioni, ma da quelle degli altri.
Se osserviamo con obiettività la nostra vita, possiamo individuare catene dell'errore appena nate e altre ormai consolidate, che continuano a influenzare pensieri, decisioni, azioni e risultati.
Una catena dell'errore può nascere in qualsiasi ambito: relazionale, affettivo, professionale o personale, perfino spirituale.
Per questo è utile fermarsi periodicamente a riflettere, analizzando con onestà le proprie scelte e i propri comportamenti.
Se individuate una catena dell'errore, affrontatela subito, prima che diventi più resistente e difficile da interrompere.
Così eviterete la formazione delle catene dell'errore annidate, cioè catene che ne contengono altre al loro interno e mutano un singolo errore in un sistema di errori sempre più lungo, impegnativo e complesso da risolvere.
Ricordate:
Se siete intrappolati in una catena dell'errore, non state vivendo pienamente la vostra vita.
Ogni energia impiegata per gestire le conseguenze di decisioni sbagliate è energia sottratta alla costruzione della vita che desiderate.
Per questo imparare a prevenire e individuare le catene dell'errore è una delle competenze più importanti che una persona possa sviluppare.
Abbiamo visto come le catene dell'errore siano facili da spezzare quando sono ancora un fragile "filo di lana".
Rinviare, oppure fingere che non esistano, significa permettere che si trasformino in corde più resistenti, poi in acciaio e, infine, in qualcosa che la forza di volontà potrebbe non essere più sufficiente a spezzare.
Ogni giorno in cui una catena dell'errore non viene affrontata è un giorno in cui diventa più forte.
Ogni giorno in cui viene riconosciuta e spezzata è un giorno in cui recuperiamo fortuna e libertà.